il cibo è chi lo fa
Promuoviamo il lavoro delle persone, non concetti astratti di tutela o di politica. Sosteniamo il lavoro e la crescita di chi produce cibo di qualità: aziende agricole, imprese artigiane e commerciali che rappresentano un’unica filiera integrata del gusto ed una rete economica strettamente legata a luoghi e culture. Essi sono I soggetti che operano con passione e determinazione, senza i quail non avrebbe senso alcun discorso sul cibo, sul gusto e sull’alimentazione.
il cibo è identita’
Il cibo racconta una storia: quella dei luoghi in cui è stato fatto, delle persone che l’hanno fatto, delle tradizioni dei paesi da cui proviene. Le tipicità enogastronomiche regionali rappresentano una proposta in termini di identità culturale e di influenza sullo stile di vita e sull’educazione alimentare delle persone.
il cibo è economia
Il prodotto agroalimentare di qualità rappresenta un’economia a piccole cellule,
diffusa e ad alto valore aggiunto, ma anche un modello di sviluppo per i territori, secondo un criterio di autosufficienza alimentare e di valorizzazione delle risorse autoctone. Il cibo di qualità è una ricchezza per il territorio, perché è esportabile tanto quanto è importabile il suo consumatore, generando un indotto di ritorno di consumatori/turisti.
il cibo e la globalizzazione
Di fronte alla globalizzazione, esiste un’alternativa al percorso di omologazione
apparentemente obbligatorio: una proposta di differenziazione e di localizzazione, che trova le sue radici nelle tradizioni e culture dei popoli. La proposta di un’alimentazione artigianale di qualità e tipica è una risposta concreta in termini di stile di vita sano, di benessere, di sostenibilità ambientale e di autosufficienza economica.
che cosa si fa per il cibo
Che il cibo di qualità, fatto a mano e fatto bene, esca dai laboratori, dai campi e dalle cantine e si metta in mostra nei luoghi del popolo e della storia, nelle strade e nelle piazze: non un’èlite enogastronomica per adepti, ma la tradizione viva e presente oggi per tutti. Abbiamo individuato nello strumento dell’evento di piazza
(mostre-mercato realizzate nel cuore di tante città italiane) un’occasione culturale a valore aggiunto ed un’opportunità per gli operatori, non solo a chilometro zero.
Inoltre, è auspicabile ogni iniziativa facilitante una distribuzione commerciale più diffusa e capillare, a cui la maggior parte dei piccoli produttori non accede, e l’introduzione di un marketing mirato e concreto.
il cibo fa rete
Vogliamo costruire una rete di paesi, città e territory dove emerga la coscienza che il cibo di qualità rappresenta un’identità culturale, una vera opportunità economica, dove sia concreto ed efficace il sostegno ai soggetti che fanno e dove siano condivisi gli strumenti che questi soggetti chiedono di attuare. Il marketing per il cibo di qualità è indissolubilmente marketing del territorio: la promozione che inizia dall’agro-alimentare per giungere anche agli aspetti complementari del turismo, dei beni culturali ed ambientali è interessante, soprattutto in una dimensione di scambio e di aiuto reciproco tra i territori.
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